Autodifesa verbale: Come difendersi dalle aggressioni verbali e rimanere lucidi sotto pressione?

Questo articolo è estremamente fuori dai canoni. Se sei interessato all’autodifesa dal punto di vista dello scontro psicologico e verbale sei capitato nel posto giusto. Ti spiego come funziona e perché un addestramento fisico opportunamente mirato ottiene risultati spesso sorprendenti.

Veniamo al problema: Se non è cosa comune essere aggrediti fisicamente è cosa comunissima essere aggrediti verbalmente.

Il cervello dal sito aciclico.com
Il cervello dal sito aciclico.com

Tutti abbiamo sperimentato cosa si prova ad essere aggrediti verbalmente. Tutti conosciamo le sensazioni che accompagnano l’esperienza e quelle che fanno da strascico tormentandoci nei giorni successivi. Quando non si tratta di settimane e mesi.

Per alcuni è anche peggio.
A seconda del tipo di lavoro parliamo di una situazione praticamente quotidiana.
Stesso discorso per quanto riguarda l’essere messi costantemente sotto pressione, come ad esempio nel caso di progetti particolarmente importanti con scadenze brevi.

Partiamo da due presupposti.
1) Nessuno confronto fisico (che non sia a scopo di rapina o di vendetta) manca di una precedente fase di aggressione psicologica.
2) Il nostro cervello si prepara allo stesso modo sia all’aggressione fisica che all’aggressione verbale.

Il cervello è il vero protagonista di questo scenario.
Il cervello e quello che capita al suo interno.

Così come si può venire colpiti duramente, essere incapaci di reagire appropriatamente, bloccarsi completamente in un combattimento reale lo stesso capita durante una aggressione verbale:

– I nostri valori possono essere attaccati, umiliati o ridicolizzati. Il nostro amor proprio sbattuto come un tappeto senza alcun rispetto.
– Possiamo trovarci a rispondere scompostamente gridando quando vorremo rimanere calmi o a sussurrare parole di risposta senza alcuna forza.
– Non ultimo a rimanere bloccati con la rabbia che rimane in gola e che esce fuori solo dopo ore, enumerando nei scenari della nostra mente tutte le risposte anche avremmo voluto dare.

Questo capita perché, esattamente come in un combattimento fisico, il nostro “cervello arcaico” prende il comando superata una certa soglia di stress.

Con cervello arcaico intendiamo la parte che da sempre è stata preposta a regolare le attività legate all’automantenimento, alla sopravvivenza e alla riproduzione.
I suoi strumenti sono rudimentali ma molto efficaci e, nel contesto della sopravvivenza, si riducono a tre semplici comportamenti. Combatti, Fuggi, Immobilizzati/sottomettiti.

In un contesto di pura sopravvivenza questi comportamenti hanno funzionato benissimo ( e tutt’ora continuano a farlo) ma nella logica delle aggressioni verbali che, a torto o a ragione nella nostra società sono presenti, risulta pesantemente inadatto.
Pesantemente inadatto ma non evitabile.
Superata una certa soglia di stress, per aggressione fisica o verbale, non potremo contare sulla logica nè sul ragionamento. Non potremo perchè la parte del cervello deputata a queste aree è stata scollegata in virtù di una primitiva, ma più pronta, reazione di attacco/fuga/immobilizzazione.

A questo punto ti chiederai: “Posso fare qualcosa al riguardo?”

La risposta è si e ti spiego perché ma prima ti chiedo di fare un salto indietro nel tuo passato.

Ricordi la tua prima lezione di scuola guida?
Ricordi la prima volta che sei salito su una moto o su un scooter?
Torna ancora più indietro e cerca il ricordo della tua prima volta in bicicletta.

Sono piuttosto sicuro che a questi ricordi sia legata una forte componente di emozione e di paura.
Eppure oggi guidi sicuro.
Tanto sicuro che malgrado sicuramente tu abbia evitato degli incidenti e fatto le tue cadute in bicicletta l’idea di metterti al volante ed in sella di certo non ti paralizza dal terrore.

L’estraneità ad un ambito, la mancanza di confidenza genera la paura. La paura porta ad attivare i meccanismi di difesa che sulla paura, quella per un’aggressione reale e mortale, sono stati tarati.
E’ così che un’aggressione verbale, analogamente, ci vede scappare, reagire spropositatamente, bloccarci.

Eccoci tornati alla risposta che cercavi. “Posso fare qualcosa?”
Il punto chiave è questo: avere confidenza.

Avere confidenza sensoriale ed emozionale con il combattere, avere confidenza con la capacità di sostenere un combattimento.

La buona notizia è che funziona benissimo.

L’addestramento al combattimento negli strike (pugni, calci, ginocchiate, gomitate) sviluppa la capacità di mantenersi freddi in situazioni di aggressione verbale. Stimola l’abilità di fronte ad un insulto improvviso, ad una provocazione di rimanere freddi e concentrati. Esattamente come quando si è sotto i colpi si riesce a resistere il tempo di contrattaccare in modo efficace.

L’addestramento alla lotta fa si che si sia capaci di tenere la propria lucidità per lunghi periodi di tempo. Lottare è avere a che fare con le pressioni che l’avversario esercita per sottometterci. Chi lotta ha resistenza fisica e mentale e riesce a mantenerla anche nelle peggiori condizioni.
Esattamente come quando si resiste alla presa di un avversario che ci schiaccia a terra e si guadagna centimetro dopo centimetro per liberarsi, la lotta stimola la capacità di mantenere bassi i propri livelli di stress per lunghi periodi di tempo.

La brutta, bruttissima notizia è che occorre farlo davvero.
Non ci sono scorciatoie.
Non parliamo di combattimenti da campionato del mondo, e nemmeno regionale a dire il vero, ma parliamo di combattimenti realistici.

All’interno di un percorso di progressiva liberazione dallo stress e di gestione delle aggressioni verbali il praticante viene reso, passo dopo passo, capace di sopportare carichi di intensità crescenti.
Realizzato in tal modo è un percorso sicuro e, stando a molti feedback ricevuti, di “rinascita” e di “riscoperta” di qualità che si aveva dimenticato di possedere.

Se te lo stai chiedendo, sì, questo vuol dire che tutti possono farlo.
Ma bisogna essere anche sinceri nel dire che pochi hanno voglia di farlo veramente.

Purtroppo, che si voglia essere combattenti o meno, la triste realtà è che prima o poi tutti siamo chiamati a combattere.

C’è chi sceglie semplicemente di essere pronto.

… e aggingerei, libero di esserlo.

 

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I Corsi di Krav Maga e Brazilian Jiu Jitsu si tengono presso la Palaistikè in via Calamattia 9 a Cagliari Telefono e Fax: 070-521198 Mail: palaistike@tiscali.it
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