Perché devi imparare a colpire prima di imparare a difenderti.

Sembra un controsenso ma per imparare a difenderti NON devi imparare prima le tecniche di difesa.
In questo articolo ti spiegherò perché imparare ad attaccare (bene) è il primo passo e come questo primo passo modella quelli successivi nella difesa personale.

Se sai attaccare, hai già risolto metà dei tuoi problemi

Il più grande dubbio di quando si inizia un percorso di difesa personale è: “quello che sto imparando funzionerà davvero?”
Per togliersi questo dubbio, occorre, come prima cosa, avere un feedback chiaro sulla propria capacità di colpire, generare potenza e fare danno. Mentre quando si effettua una difesa si può avere sempre il dubbio (almeno inizialmente) se il compagno ci stia aiutando o meno, colpire con forza un focus mitt o un sacco è qualcosa che non da adito a dubbi.
Una parata o tecnica di liberazione, non risolve il problema fintanto che non si abbina un contrattacco efficace. Chi ci attacca, per usare una parafrasi, ha bisogno di un valido motivo per interrompere la sua azione.
Successivamente lo schema motorio che si utilizza per colpire viene trasferito efficacemente nei movimenti di parata ed in quelli di divincolata.
D’altronde, se una difesa o una tecnica di liberazione manca di potenza, difficilmente si potrà contare sulla collaborazione dell’aggressore.

Attacca l’attaccante

Quando impari a colpire, impari anche una impostazione mentale aggressiva.
Considerando che la difesa personale parte da una situazione di svantaggio, è molto importante rendere il praticante capace di ribaltare la situazione il prima possibile.

Per questo, piuttosto che pensare alle proprie parate come a degli scudi dietro cui proteggersi, la difesa deve essere un vero e proprio colpo sull’arto dell’attaccante.
Meglio ancora se alla difesa viene abbinato un contrattacco contemporaneo.

Non accettare di venire controllato/a

In molte situazioni di difesa personale esiste una sproporzione di stazza tra aggressore e vittima.
Accettare la lotta, a meno di non essere estremamente ben preparati, può essere un grosso rischio.
Allo stesso tempo si deve conoscere quel tanto che basta della situazione di corpo a corpo per poter inserire i propri contrattacchi.
Le azioni di uscita, in questo caso, hanno la stessa meccanica degli attacchi, sfruttando i medesimi schemi motori. Si impara a colpire mentre si lotta, per non accettare la condizione di lotta.

La progressione ideale dal colpire al difendere

Riassumendo:
Il primo step è sempre imparare a colpire efficacemente.
Lo step successivo è riuscire a farlo su tutte le direzioni (fianco e dietro) e da tutte le posizioni (seduto, inginocchiato, a terra).
Su questa base vengono montate le difese anch’esse prima relative ad attacchi frontali e quindi provenienti da tutte le direzioni e partendo da tutte le posizioni.
L’ultima parte è quella relativa al corpo a corpo, il cui approccio è sempre orientato al prevenire la presa quando possibile e o colpire mentre ci si divincola.

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